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la_creatura_1.jpgFermo restando che , i minorenni non devono essere tatuati ne bucati , senza il consenso dei genitori ,e aggiungerei che comunque, un minorenne farebbe meglio ad aspettare prima di tatuarsi!

Pare strano che una notizia del genere sia tanto importante da meritarsi i notiziari nazionali visto che non si dice nulla di nuovo, tutti sappiamo,e riconosciamo il dovere di esigere l'autorizazione necessaria ad eseguire un tatuaggio o piercing ad un minore!

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La A.R.T. Risponde... PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 4
PeggioreMigliore 
Scritto da Eliseo Giuseppin   
ven 28 aprile 2006
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A.R.T.
Associazione Regionale Tatuatori
00175 Roma - Via Marco Celio Rufo, 35
C.F. 97191630587
c/cp n. 44233245

Premetto le mie scuse personali, per il ritardo con cui si risponde a quanto richiesto, ai visitatori, ai gestori di questo blog e soprattutto a chi attendeva chiarimenti per meglio districarsi tra le varie realtà associative. Tale ritardo è addebitabile all’elevato numero di domande, poste dal nostro caro (?) Zop, le quali richiedevano non risposte ma relazioni.


1. Quale stimolo vi ha mosso a far nascere la vostra Associazione?
Correva l’anno 1999, le Associazioni del settore esistenti erano l’ATIR e la TAI, la regione Lazio autorizzava il primo corso igienico-sanitario, i primi partecipanti (solo sette persone!) ne erano venuti a conoscenza in modo casuale. La frequentazione dei corsi, permise l’incontro, il confronto e, quindi, l’aggregazione di numerosi artisti uniti nelle problematiche e nelle difficoltà operative vissute nello svolgimento dell’attività. In tali incontri si convennero, unanimemente, i seguenti punti:
Primo input: l’informazione dell’attivazione dei corsi doveva, a nostro giudizio, essere divulgata, dalle Associazioni, almeno agli associati. Tutto questo evidenziava lo scollamento dei vertici associativi esistenti con le periferie.
Secondo input: il rigetto dell’idea del tatuatore/piercer artigiano, perseguito da altri, e la consapevolezza di non poter essere definiti liberi professionisti. L’interpretazione del codice civile e del T.U.I.R. (Testo unico delle imposte sui redditi) offre un’altra possibilità, perché artisti, il lavoro autonomo che riconduce i suoi obblighi previdenziali e fiscali, a quanto previsto per i professionisti.
Terzo input: la necessità di una normativa univoca, sia regionale sia nazionale, conforme a quanto già contenuto nel Codice Civile e nel Codice Penale che regoli gli aspetti previdenziali, fiscali, amministrativi, igienico-sanitari e formativi e che contempli lo stato di fatto in cui si trovano gli artisti.
Il 22 giugno 2000 nasce formalmente davanti ad un notaio l’associazione tra Franco Cecconi, Sergio Diomede, Paolo Di Trocchio, Massimo Grilli ed Eliseo Giuseppin con il nome Associazione Regionale Tatuatori il cui acronimo è A.R.T..

2. A chi si rivolge la vostra Associazione?
A tutti i tatuatori e piercers che condividono quanto esposto al punto precedente.

3. Come e in che cosa si differenzia dalle altre?
Per quel che ci risulta, nell'articolazione decentrata la quale rende più efficace:
a) La raccolta e la distribuzione delle informazioni territoriali al diffusione delle stesse a tutti gli associati;
b) La presenza sul territorio di un rappresentante legale quale riferimento sia per gli associati sia per gli organi istituzionali territoriali
.

4. Cosa pensate di ottenere ?
Cosa speriamo di ottenere:
a) L'inquadramento amministrativo fiscale e previdenziale spettante agli artisti
b) La partecipazione degli artisti nei percorsi formativi e negli esami

5. Quali sono i vostri obiettivi?
Il compimento degli input descritti al punto 1.

6. Quali passi sono stati fatti finora dalla Vostra Associazione?
19 marzo 2003
Richiesta d’incontro con l’Assessore alla Sanità Carlo Borsani della Regione Lombardia per il Decreto Direzione Generale Sanità n. 4259 del 13 marzo 2003.

20 marzo 2003
L’avvocato Erder Mazzocchi presenta in Consiglio Regionale del Lazio la proposta di legge, da noi elaborata, prot. n. 554. Tale elaborato contemplava, tra i vari argomenti, la chiusura dei corsi igienico sanitari frequentati ormai da soggetti privi di alcune esperienza e contestuale avvio di percorsi formativi specifici per novizi.

16 aprile 2003
Richiesta d’audizione al Gruppo Consiliare Lega Nord della Regione Piemonte, nelle persone dei consiglieri Rossi, Brigandì, Cota e Dutto, per la loro lesiva proposta di legge presentata il 7 aprile 2003.

22 aprile ed il 9 luglio 2003
Richiesta, al Ministro dell’Ambiente on. Matteoli, all’avvocato Pernice, responsabile del servizio per la gestione dei rifiuti, ed al dottor Puntoni, responsabile del Settore Legislativo, (visto il D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, Titolo I, Capo I, art. 11, comma 3) di esenzione dall’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti speciali e della relativa denuncia annuale al Catasto, obbligo che ricade solo ed esclusivamente su gli esercenti attività d’impresa.

5 giugno 2003
Richiesta d’incontro con l’on. Ghigo, presidente della Giunta Regionale del Piemonte, firmatario del Decreto del Presidente della Giunta Regionale, n. 22.

6 giugno 2003
Richiesta d’incontro al Presidente Regione Toscana dottor Nencini, per conoscenza al Presidente della Giunta Regionale Martini e all’Assessore alla Salute dottor Rossi, per illustrare l’illecito inserimento nell’artigianato della nostra attività ed altri punti discutibili della Legge “Disciplina delle attività di estetica, tatuaggio e piercing” del 22 maggio 2003.

19 settembre 2003
Presentazione, nella Regione Liguria, del disegno di legge regionale “Disciplina attività artistiche di tatuaggi e piercing” n. 358 (rielaborazione del nostro progetto presentato nella regione Lazio, prot. n. 554 del 20 marzo 2003).

3 marzo 2004
Il deputato On. Avv. Antonio Mazzocchi presenta alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge, elaborata dalla nostra Associazione, “Disciplina del tatuaggio, del piercing e delle pratiche correlate”, n.4777.

13 marzo 2004
Richiesta, all’Agenzia delle Entrate, di attribuzione ai tatuatori del codice di attività artistica. L’Agenzia delle Entrate ha eluso la nostra domanda demandando la soluzione agli uffici periferici dove l’attribuzione del codice attività è suggerita dal richiedente medesimo (in parole povere non è cambiato nulla).

25 marzo 2004
Ripetizione della domanda, al Ministero dell’Ambiente, di esenzione dall’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti speciali e della relativa denuncia annuale al Catasto.

26 aprile 2004
Richiesta di audizione al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, on. Ghigo, ed a tutti gli Assessori.

20 novembre 2004
Incontro, a Novara, con l’avvocato Roberto Cota Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte al quale consegniamo le note alla proposta di legge regionale n. 592. Le stesse note sono, successivamente, state inviate il 22 novembre alla IVa Commissione Sanità e da questa pubblicate sul sito internet del Consiglio Regionale del Piemonte.

28 ottobre 2005
Partecipazione alla riunione delle associazioni di categoria, voluta dalla Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà, per la presentazione di una prima proposta del regolamento di attuazione della legge regionale 31/05/04 n.28, sull’estetica tatuaggio e piercing. Esposizione delle nostre note e successiva trasmissione delle stesse, su supporto cartaceo, alla Direzione ……

7. Cosa pensate che serva al tatuatore odierno?
La CONSAPEVOLEZZA di operare nel rispetto sia delle norme sia della salute del cliente. 

8. Quali, secondo voi, sono le priorità da seguire oggi?

a) Inquadramento previdenziale e fiscale previsto per gli artisti.
b) Normativa nazionale e/o regionale,
c) Formazione, distinguendo due distinti percorsi per gli operatorie per i novizi. Un’ulteriore distinzione dei novizi tra gli aspiranti tatuatori e tra gli aspiranti piercers.

9. Quale tipo di inquadramento volete per il tatuatore? E per il Piercer?
vedi punto 4.

10. Quali sono le differenze sostanziali tra il tatuatore e il piercer?
Più che differenze preferiamo interpretare ciò che condividono:
a) un simile background,
b) il corpo,
c) i locali.

11. Cosa li accomuna?
Vedi punto 10.

12. Perché dovrebbero appartenere alla stessa categoria?
Evitando noiose spiegazioni tecniche un unica categoria potrebbe, ammesso che i legislatori ne condividano l’interpretazione, riunire le due figure con distinti codici attività e, cosa già interpretata dalla Regione Toscana, con due distinti e specifici percorsi formativi.

13. Come ritenete che possano convivere le due professioni?
Così come hanno fatto sino ad oggi, in armonia, condividendo gli studi.

14. Quali pratiche estreme condividete?
Nessuna e si ritiene, inoltre, dannosa la loro pubblicizzazione in questo particolare momento di vuoto normativo.

15. Non pensate che le pratiche estreme, magari anche pubblicizzate, possano intralciare un percorso legislativo al tatuatore se accomunato?
La pubblicizzazione di tali pratiche non è, da noi, ritenuta accreditante presso le Istituzioni nel momento in cui le stesse hanno appena iniziato ad accettare, per molte ob torto collo ponendo delle restrizioni, l’idea di normare il tatuaggio ed il piercing.

16. Qual'è la situazione attuale in Italia?

Le regioni che hanno recepito le famose linee guida del ministero della sanità sono:
a) Regione Lazio - Deliberazione della Giunta Regionale, 22 settembre 1998, n. 4796 - B.U.R. 30 novembre 1998, n. 33. (Corsi sempre attivi. Delegati allo svolgimento dei corsi sono gli istituti privati accreditati, la commissione d’esame è presieduta da un funzionario regionale, oggi provinciale). Il Lazio riconosce i titoli acquisiti in altre regioni.
b) Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige - Decreto del Presidente della Giunta Provinciale, 14 ottobre 1999, n. 56 – B.U. Regione Autonoma Trentino-Alto Adige 30 novembre 1999 - N. 53. (La gestione dei corsi è affidata ad enti ed ad associazioni, il presidente della commissione d’esame è un funzionario della Ripartizione provinciale Sanità o un dipendente dell’istituzione che gestisce il corso. Corsi attivi sino alla copertura economica della Finanziaria 2005, in quella del 2006 tali corsi non sono più sovvenzionati, …vedremo). Il Trentino riconosce i titoli acquisiti in altre regioni.
c) Regione Veneto - Deliberazione della Giunta Regionale, 23 marzo 2001, n. 693. (quest’anno è stato pubblicato il secondo bando di partecipazione. Lo svolgimento dei corsi è affidato alle A.S.L , competente per territorio, e la commissione d’esame è composta e presieduta da medici). Il Veneto riconosce i titoli acquisiti in altre regioni.
d) Regione Puglia - Deliberazione della Giunta Regionale, 10 dicembre 2002, n. 1997 – B.U.R. 19 dicembre 2002, n. 160. (La gestione dei corsi è affidata ad enti e ad associazioni, presidente della commissione d’esame èil responsabile del Dipartimento di prevenzione ASL competente per territorio).  La Puglia non riconosce i titoli acquisiti in altre regioni.
e) Regione Sicilia - Decreto Assessorato per la Sanità, 31 luglio 2003 – G.U.R.S. 8 agosto 2003 - N. 35. (Lo svolgimento dei corsi è affidato alle A.S.L., competenti per territorio, e la commissione d’esame è composta e presieduta da medici.) I corsi non sono mai stati avviati.
f) Dei corsi tenuti nella Regione Campania, l’associazione che qui rappresento, non è riuscita a trovare la delibera istitutiva nonostante le ricerche effettuate, presso le istituzioni e presso gli istituti dove sono svolti, dagli associati presenti sul territorio.

Le regioni che hanno, a nostro giudizio frettolosamente e dannosamente, disciplinato le attività di piercer e di tatuatore (conseguenza del tragico fatto del 2003), tralasciando l’istituzione dei corsi igienico-sanitari sono:


a) Regione Lombardia:
1. D.d.g. 13 marzo 2003, n. 4259 – B.U.R. 24 marzo 2003, n. 68 (inquadramento artigianale e pesanti restrizioni per l’esecuzione dei piercings).
2. D.d.r. 23 aprile 2004, n. 7/17242 – B.U.R. 10 maggio 2004, n. 107 (non abolizione ma integrazione del precedente; progetto decreti attuativi per il percorso formativo e definizione delle norme operative).


b) Regione Piemonte: Bollettino Ufficiale Regione Piemonte - Parte I e II Decreto del Presidente della Giunta Regionale 22 maggio 2003, n. 46


c) Regione Toscana: legge regionale 31/05/04 n.28, (inquadramento normativo e previdenziale nell’artigianato; restrizioni per l’esecuzione dei tatuaggi e dei piercings; progetto decreti attuativi per il percorso formativo e definizione delle norme operative).


Tutti i precedenti disegni di legge, elencati di seguito, di interesse nazionale, presentati sia alla Camera sia al Senato, sono decaduti con la fine della precedente legislatura.


Progetto di legge
C. 4281 Disciplina delle attività di tatuaggio e piercing.
Presentato in data 16 settembre 2003; annunciato nella seduta ant. n. 357 del 17 settembre 2003.
Assegnato alla 12ª Commissione permanente (Affari sociali) in sede referente il 14 ottobre 2003.
Classificazione: DISEGNATORI E GRAFICI, TUTELA DELLA SALUTE
Pareri delle commissioni: 1ª (Aff. costit.), 2ª (Giustizia), 10ª (Att. produt.), 11ª (Lavoro), Quest. Reg..
Proponente: On. Grazia Labate (DS-U)Progetto di legge


C. 4777 Disciplina delle attività di tatuaggio e piercing e delle pratiche correlate.
Presentato in data 3 marzo 2004; annunciato nella seduta ant. n. 433 del 4 marzo 2004.
Classificazione: DISEGNATORI E GRAFICI, TUTELA DELLA SALUTE
Assegnato alla 12ª Commissione permanente (Affari sociali) in sede referente il 13 maggio 2004.
Pareri delle commissioni: 1ª (Aff. costit.), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Cultura), 8ª (Ambiente), 10ª (Att. produt.), 11ª (Lavoro), 14ª (Pol. comun.), Quest. Reg..
On. Antonio Mazzocchi (AN)

Progetto di legge
S. 308  Disciplina delle attività di tatuaggio e di piercing
Presentato in data 26 giugno 2001; annunciato nella seduta pom. n. 8 del 27 giugno 2001.
Assegnato alla 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) in sede referente il 23 ottobre 2001.
Classificazione: DISEGNATORI E GRAFICI, TUTELA DELLA SALUTE
Pareri delle commissioni: 1ª (Aff. cost.), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria), Quest. Reg..
Proponente: Mario Palombo (AN)

17. Deve un Associazione sostituire un Istituzione?
No, non deve. Può solamente collaborare con loro.

18. Può un Associazione sostituire un Istituzione?
No, non può. La legge non lo consente in alcun caso.

19. Quali regole può imporre un Associazione?
Un’associazione può solo suggerire.

20. Quali regole impone la Vostra Associazione?
Quelle descritte nello statuto.

21. Quali regole vorrebbe imporre la Vostra Associazione?
Rifiutiamo a priori il concetto d’imposizione.

22. Quali e come funzionano le comunicazioni ai Soci?

Le informazioni acquisite, d’interesse per il mondo del tatuaggio e del piercing (fiscali, normative, igieniche, tecniche, e quant’altro) sono tempestivamente inviate, per conoscenza, a tutti gli associati sia per e-mail (ai titolari di indirizzo web) sia per posta prioritaria.
Tutti gli associati ricevono, puntualmente, il bilancio consuntivo e il rendiconto annuale del conto corrente postale.

 23. Quale valore ha un Socio all'interno dell'Associazione?
E’, come si dice in economia, un valore aggiunto.

24. Perché un tatuatore o un piercer dovrebbe Associarsi?
“L’unione fa la forza”.

25. Perché dovrebbe pagare per ascoltare un commercialista quando ne paga gia uno?
???

26. E' necessaria la vostra associazione per la preparazione professionale dell'operatore?
La preparazione professionale compete alle istituzioni regionali, l’obiettivo di quest’associazione è la partecipazione dei tatuatori e dei piercers, in possesso di titoli abilitanti, in qualità di docenti e di esaminatori nei suddetti corsi.
L’associazione contribuisce, all’accrescimento del bagaglio professionale dei propri iscritti, fornendo sia tutte le news, attinenti gli interessi professionali (giuridici, amministrativi, sanitari, ecc.), sia le risposte ai quesiti dei richiedenti.


27. Quali problemi ha un tatuatore e come si possono risolvere?
Le risposte alla seconda domanda implica la nostra interpretazione delle problematiche vissute:
a) con un inquadramento fiscale e previdenziale che tenga conto del prevalente aspetto artistico,
b) con una normativa, regionalizzata sì ma, omogenea sul territorio nazionale,
c) con un percorso formativo che distingua i soggetti già operanti dagli aspiranti e per questi ultimi un’ulteriore distinzione tra tatuatori e piercers.


28. Quali tutele può offrire la vostra Associazione ad un proprio Associato?
L’associazione può e fa mediazione di consulenza tra i vari professionisti (avvocati, commercialisti e medici) ed i propri associati, ed inoltre può dare mandato a professionisti per la tutela degli interessi generali degli associati. Nel mese di marzo l’associazione ha affidato l’incarico ad un legale per opporsi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, all’inserimento delle nostre attività nell’artigianato.
L’ipotesi, di molti, di avere un professionista (legale, amministrativo e medico) incaricato e retribuito dall’associazione che assuma il mandato di tutelare gli interessi di un associato è, purtroppo, a tutt’oggi legata alla povertà della cassa sociale, riteniamo in ogni modo insostenibile un simile onere tant’è che anche le grandi associazioni di lavoratori, di datori di lavoro (leggi: sindacati, confcommercio, confartigianato, ecc.) e gli ordini professionali non offrono tale servizio.
Quest’associazione, dobbiamo aggiungere, si è impegnata nel concordare con alcune grandi compagnie assicurative, una polizza individuale che coprisse i rischi delle attività professionali. Due offerte ricevute, dettagliate e specifiche sia per tatuatori sia per piercers, all’atto della sottoscrizione di una convenzione furono ritirate poiché quale ultima condizione, non richiesta precedentemente, era l’iscrizione degli assicurati ad un albo professionale. Una terza offerta ricevuta escludeva dalla copertura l’attività di piercer, ritenuta ad alto rischio, ma copriva i rischi attinenti l’attività di tatuaggio (con esclusione del rischio HIV) a fronte di un giusto premio. Quest’ultima offerta fu accolta da soli tre associati e, pertanto, decadde.

29. Quali requisiti servono per associarsi?
Essere tatuatore o piercer.

30. Potrebbe essere da Voi negata ad un tatuatore o piercer la richiesta di associarsi? se SI perché?
Non può essere negata, ma eventualmente revocata se il soggetto in questione viene meno a quanto contenuto nello statuto dell’associazione.

31. Quanto costa associarsi?
La quota, rimasta immutata fin dalla fondazione, è di 100,00 euro l’anno.

32. A cosa servono i proventi in denaro di un Associazione?

Nel nostro caso,a coprire le spese, documentate, di gestione, quali: consulenze, spese postali, tasse su eventuali utili, ecc..
Non sono mai stati utilizzati, a tutt’oggi, per pagare i gettoni di presenza dei componenti il consiglio direttivo.
Gli utili non sono mai stati ridistribuiti tra i soci ma hanno formato e formano il capitale sociale dell’anno successivo.

33. Quale motivo dovrebbe spingere un operatore ad Associarsi proprio alla vostra?
La condivisione dei Nostri obiettivi.

34. Come si differenzia la vostra Associazione dalle altre?
Vedi punto 3.

Per finire non ci resta che evidenziare cio che sarebbe la situazione, se , integrati nell'artigianato.Ciò a cui ,la A.R.T. , si oppone con ogni mezzo.

 Obblighi ed oneri, esclusivi, dell’artigiano:
a) ai fini delle tasse (IRPEF) non c’è alcuna differenza con tutte le altre categorie,
b) obbligo dell’iscrizione all’INAIL, la cui quota annuale è direttamente proporzionale al costo totale degli infortuni sul lavoro (liberi professionisti ed artisti esenti),
c) obbligo del versamento annuale dei diritti camerali (variabile in relazione della provincia d’appartenenza), (liberi professionisti ed artisti esenti),
d) obbligo previdenziale - Minimale: È stabilito ai fini contributivi un limite minimo di reddito che nel 2006 è di € 13.345,00. Se il reddito è inferiore, i contributi da versare devono essere comunque calcolati sul minimale (liberi professionisti ed artisti versano una percentuale sugli utili),
e) obbligo d’aggiornamento biennale (liberi professionisti ed artisti esenti),
f) l’artigiano risponde del risultato dell’opera (liberi professionisti ed artisti rispondono dei mezzi),
g) ricadono negli stessi obblighi gli eventuali congiunti collaboratori quali il coniuge, figli, ecc. (liberi professionisti ed artisti esenti).

 

Il Legale Rappresentante
Eliseo Giuseppin

Ultimo aggiornamento ( mer 03 maggio 2006 )
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