|
TATUAGGI: consigli per gli acquisti!
Come annunciato qualche settimana fa,tatuaggi.org si può vantare della presenza di un luminare della medicina. Nonostante i suoi molteplici impegni,il prof. Buttafarro inizia oggi la sua collaborazione on-line. Chunque di Voi abbia domande,o volesse approfondire argomenti specifici potrà proporle direttamente in questo sito. GENERALITA’.Nell’uomo la pigmentazione cutanea è rappresentata da: 1) pigmentazione costituzionale, determinata geneticamente, 2) pigmentazione facoltativa, indotta dall’esposizione solare. Esiste poi un altro tipo di pigmentazione volontaria ed involontaria rappresentata dai tatuaggi distinguibili in: amatoriali, professionali, cosmetici, da traumi (tatuaggi involontari). In questo riassunto ci occuperemo dei tatuaggi volontari e particolarmente dei tatuaggi professionali. ...........
GENERALITA’.Nell’uomo la pigmentazione cutanea è rappresentata da: 1) pigmentazione costituzionale, determinata geneticamente, 2) pigmentazione facoltativa, indotta dall’esposizione solare. Esiste poi un altro tipo di pigmentazione volontaria ed involontaria rappresentata dai tatuaggi distinguibili in: amatoriali, professionali, cosmetici, da traumi (tatuaggi involontari). In questo riassunto ci occuperemo dei tatuaggi volontari e particolarmente dei tatuaggi professionali. Per tatuaggio ornamentale intendiamo genericamente un segno permanente che viene impresso sulla pelle attraverso l’introduzione nel derma di pigmenti, distribuiti secondo le linee di un disegno. Studi di tipo archeologico hanno dimostrato l’esistenza di questa pratica fin dai tempi prestorici, ma l’introduzione del termine tatuaggio, nelle lingue europee, si deve al capitano J. Cook esploratore del 1700, il quale nei suoi diari trascrisse come tattow la forma onomatopeica tahitiana ta-tau, che riproduceva il suono di uno strumento a percussione con il significato di colpire, segnare, e quindi marcare. Tattow si trasformò in tattoo, vocabolo inglese che definisce, ancora oggi, i disegni sulla pelle. CARATTERISTICHE: gli inchiostri usati per i tatuaggi sono a base di carbone (nero), mercurio (rosso), cadmio (giallo), cobalto (blu), cromo (verde) oppure più recentemente da una commistione di pigmenti organici ed inorganici non sempre nota e comunque di difficile interpretazione per la moltitudine dei componenti presenti nelle moderne formulazioni. Il tipo professionale è caratterizzato da uniformità e densità del pigmento, dalla presenza anche di più colori, dalla profondità regolare. Quello amatoriale è praticato con tecniche approssimative e da operatori per lo più inesperti oppure è autotatuato. Il tipo cosmetico ha avuto un grande successo per la rifinitura del contorno del labbro, per il trucco definitivo delle palpebre e delle soppraciglia ma anche nella pratica clinica, per ricostruire il contorno dell’areola mammaria, dopo mastectomia, o per identificare con precisione i punti da irradiare in corso di radioterapia. Quello traumatico è di colore nero o bluastro a causa delle particelle di carbone o di asfalto inglobate nella cute. IL SIGNIFICATO: oggigiorno la globalizzazione economico-culturale ed il crollo delle grandi ideologie forse ci hanno portato alla perdita di una parte della nostra identità fisica. In seguito a questo processo di appiattimento e di omologazione molti giovani hanno riscoperto il tatuaggio come mezzo per distinguersi sia come individui sia come gruppi: “il segno sul corpo lo rende unico e pertanto diverso”. Nel 1995, studiosi degli aspetti esteriori comportamentali scrivevano: “il tatuaggio si rivela una simbolica barriera tesa ad arginare i processi dell’indistinto ed un personalissimo percorso sentimentale che garantisce dell’unicità della propria coscienza”. Al di là di ogni interpretazione personale di questa definizione astratta, negli ultimi tempi, oltre ad una aumento esponenziale della richiesta di tatuaggi, si assiste parallelamente ad una certa inversione di tendenza che porta i pittori della propria pelle a richiedere agli specialisti medici di cancellare i segni della loro unicità artistica e a tornare nell’anonimato. Delle tecniche per eliminare i tatuaggi non più graditi parleremo in un secondo intervento. LINEE GUIDA: senza aver la pretesa di dire tutto a tutti e nella convinzione che la pratica del tatuaggio non va demonizzata ma va regolata con precauzioni semplici ma corrette e con una costante attenzione sia da parte del professionista tatuatore che da parte del cliente che desidera il tatuaggio, ci piacerebbe fornire alcune informazioni di base che potrebbero risultare utili. Lo scrivente premette che ha avuto l’opportunità di conoscere personalmente e di apprezzare la serietà con cui i professionisti del settore affrontano e risolvono i problemi che forse non sono molti ma che certo non vanno sottaciuti. Così come è certo che alla maggioranza seria e cosciente si affiancano improvvisati cultori della materia senza alcuna cultura, incoscienti e millantatori potenzialmente pericolosi per la credibilità di tutta la categoria. E’ pertanto necessario fare alcune riflessione sugli aspetti più elementari di questa professione che può coinvolgere la salute dell’individuo anche se i tatuatori sono classificati come artigiani e non come operatori sanitari. INFORMARE PER PREVENIRE: la maggior parte di chi si sottopone ad una pratica di tatuaggio non è informato sugli eventuali rischi che può correre e d’altra parte il tatuatore dovrebbe a sua volta informarsi, ancor prima di eseguire il tatuaggio, della possibilità che ci siano alcune categorie di persone a cui è sconsigliato, se non vietato, sottoporsi all’intervento. Tra queste ricordiamo coloro che hanno manifestato ipersensibilità ai pigmenti o ai metalli, coloro che sono affette da infezioni acute o croniche, i soggetti in trattamento anticoagulante che potrebbero manifestare un sanguinamento inarrestabile, soggetti immunodepressi che possono manifestare infezioni conseguenti all’introduzione del pigmento, soggetti affetti da gravi forme virali, batteriche e micotiche (epatiti, aids, verruche, molluschi contagiosi, tbc, ecc.) che potrebbero trasmetterle al tatuatore se non protetto. Inoltre le forme più importanti di malattie dermatologiche come gli eczemi cronici, le allergie cutanee e come la psoriasi, che spesso sviluppa nelle sede di trauma una accentuazione della patologia in corso (fenomeno di Koebner), da escludere anche coloro che sviluppano cheloidi (cicatrici patologiche) in sede di interventi cutanei. Ricordiamo inoltre che il tatuaggio dovrebbe essere vietato ai minori di anni 18 e che gli individui tatuati sono esclusi dalle donazioni di sangue per un anno. E’ anche sconsigliabile tatuare il volto ed il dorso delle mani per le varie conseguenze psicologiche che queste sedi implicano. Non eseguire tatuaggi in prossimità o sopra nevi a rischio, per la possibile degenerazione in melanoma e comunque ricordare che la cute su cui si lavora deve essere integra. Per finire molta prudenza di fronte a soggetti cardiopatici, ipertesi, diabetici. Tutto quello che abbiamo detto non è esaustivo delle innumerevoli situazioni sgradevoli se non pericolose che si possono presentare ma è già introduttivo ad un concetto che il professionista del settore non ha ancora recepito: bisogna predisporre un modulo informativo per il paziente nel quale siano indicate le situazioni a rischio (anche per l’operatore) e siano predisposte un certo numero di domande sulla salute presente e pregressa del soggetto alle quali quest’ultimo deve rispondere e poi firmare. Inoltre è auspicabile per la tranquillità di tutti, tatuatori e tatuati, che sia predisposto un consenso all’intervento in cui il soggetto prende coscienza di quello che sta facendo e dà l’autorizzazione al trattamento. LE REAZIONI ALLERGICHE: sono legate essenzialmente al materiale usato per tatuare ma anche alla predisposizione del soggetto che però non sempre può essere al corrente di una sua personale sensibilizzazione a determinati componenti. Naturalmente il materiale usato è diverso a seconda che si tratti di tatuaggi temporanei o di tatuaggi definitivi. Paradossalmente sembra accertato dal dipartimento di dermatologia dell’Università di Tel Aviv che le reazioni allergiche più comuni derivino negli ultimi anni dall’uso di praticarsi tatuaggi temporanei o semi permanenti. Infatti l’uso di di una sostanza derivata dalla triturazione delle foglie di un arbusto (Lausonia inermis), chiamata Henné, che in passato non dava reazioni, negli ultimi tempi ha dimostrato un certo potere irritante e la possibilità di creare reazioni allergiche. Si è scoperto che questo pigmento è contaminato dalla PDF (parafenilendiammina), che è la base di molte tinture di capelli, coloranti in genere, gomme, inchiostri, lubrificanti per cui da un banale tatuaggio può nascere un problema serio che può durare tutta la vita. Inoltre anche i pigmenti definitivi possono generare questa allergia poiché possono essere usati coloranti diversi, rosso, giallo, blu che possono contenere la PDF ed il cromo e il cobalto aumentano il rischio di sensibilizzazione ad altre sostanze (vernici, cemento, resine, cere e detersivi domestici). Non esistono terapie desensibilizzanti che eliminino questo disturbo e perciò bisognerà evitare che la dermatite recidivi cercando di non venire in contatto con le sostanze implicate. CONCLUSIONI: per diventare tatuatore bisogna ottenere la licenza della Camera di Commercio che deve verificare l’esistenza di una certificazione dell’azienda sanitaria locale che garantisca il rispetto delle norme igieniche e la preparazione degli operatori. La professionalità di molti tatuatori, fino Ad alcuni anni fa, era quantomeno dubbia, come testimonia il fatto che la maggior parte delle attività improvvisate non durava più di qualche mese. Le linee guida per l’esecuzione di tatuaggi e di piercing in condizioni di sicurezza, emanate dal Consiglio Superiore della Sanità – Ministero della Salute prevedono il controllo su: 1) norme igieniche del luogo dove si esercita l’attività 2) caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistema di protezione per gli operatori 3) requisiti professionali degli operatori stessi 4) sistema di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti. Purtroppo, anche se in Italia esiste una normativa che detta le linee guida sulle misure di sicurezza e sulle norme igieniche da adottare, queste regole, di fatto, non sempre vengono applicate ed i trattamenti vengono ancora eseguiti da dilettanti che non si preoccupano affatto della salute dei loro clienti. Pertanto per evitare di contrarre malattie ed infezioni e non correre rischi è fondamentale rivolgersi a centri specializzati che rispettino le normative del Ministero della Sanità.
PROSSIMA PUNTATA SULLA RIMOZIONE CORRETTA DEL TATUAGGIO
prof. Franco Buttafarro |